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I tanti dubbi sulla vaccinazione contro il papillomavirus umano


Secondo Charlotte J Haug, editore del Journal of Norwegian Medical Association di Oslo, nonostante i promettenti risultati clinici, non c’è ancora evidenza sufficiente per poter dire di disporre di un vaccino efficace contro il tumore della cervice.

Diversi ceppi di papillomavirus umano ( HPV ) possono causare il tumore al collo dell’utero. Contro due di questi sierotipi oncogenici ( HPV-16 e HPV-18 ) sono stati realizzati due vaccini: Cervarix e Gardasil.

Tuttavia, nonostante il gran clamore dato dalle società produttrici, non si conosce se questi vaccini saranno efficaci nel prevenire l’insorgenza del tumore, e lo si saprà solo tra qualche decennio.

Rimangono aperte diverse questioni:

a) Viene dato per certo che i vaccini contro il papillomavirus inducano una risposta immunitaria per tutta la vita. In realtà nessuno può in questo momento fare affermazioni in tal senso; potrebbe essere necessario un richiamo, con tutte le difficoltà connesse alla ri-vaccinazione.

b) Poiché sono 15 i sierotipi che possono causare il tumore della cervice, la risposta immunitaria contro due di loro, potrebbe modificare la storia naturale della malattia, e far si che altri tipi di HPV prendano il posto di quelli neutralizzati.

c) Poiché anche dopo la vaccinazione è necessario sottoporsi al Pap test, si teme che le donne vaccinate si sentano sicure e siano meno disposte ad eseguire periodicamente lo screening.

Non è neppure da trascurare il fatto che i vaccini contro il papillomavirus siano associati ad eventi avversi gravi, seppure rari. ( Xagena2008 )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2008


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