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Il vaccino per l'influenza è meno efficace di quanto finora ritenuto


I vaccini contro l'influenza sono validi, ma non quanto potrebbero esserlo e ci sono lacune significative nell’evidenza riguardo alla loro efficacia.

In una meta-analisi il vaccino trivalente inattivato, il tipo di vaccino più prescritto negli Stati Uniti, ha presentato un’efficacia complessiva del 59% nelle persone dai 18 ai 64 anni.
Non sono disponibili dati utilizzabili sull'efficacia del vaccino trivalente inattivato nei bambini di età compresa tra i 2 e i 17 anni o negli adulti dai 65 anni in su.

D'altra parte, il vaccino vivo attenuato è risultato molto efficace nei bambini dai 6 mesi ai 7 anni, ma i dati non sono stati così favorevoli per i bambini più grandi o per gli adulti.

Anche se il vaccino funziona, non fornisce i livelli di efficacia che spesso sono stati segnalati.
E' pertanto necessario sviluppare migliori vaccini per colmare queste lacune.
Attualmente, il vaccino antinfluenzale annuale è un vaccino abbastanza buono, ma non è il migliore.

Per molti anni il vaccino potrà prevenire la malattia, evitare ricoveri ospedalieri e impedire decessi, ma non potrà prevenire tutte queste condizioni e non eradicherà l'influenza, come i vaccini hanno fatto per altre malattie.

Attualmente, viene raccomandata la vaccinazione annuale per tutti i soggetti dai 6 mesi o oltre con il vaccino trivalente inattivato, o con il vaccino antinfluenzale vivo attenuato per le persone non-gravide di età compresa tra i 2 e i 49 anni.

In una revisione molto esaustiva, sono stati vagliati 5.707 articoli provenienti da 31 studi conformi a rigidi criteri di inclusione, tra cui 17 studi randomizzati controllati e 14 studi osservazionali.

L’efficacia è stata definita come riduzione relativa del rischio di influenza dopo la vaccinazione.
Gli studi osservazionali sono stati utilizzati per ottenere stime reali di efficacia.

I risultati hanno evidenziato che:

a) 10 studi clinici randomizzati e controllati hanno mostrato efficacia in 8 delle 12 stagioni influenzali che sono state analizzate. Negli adulti da 18 a 64 anni, l'efficacia è stata del 59%;

b) per i bambini e adolescenti dai 2 ai 17 anni e per gli adulti dai 65 anni e oltre non erano presenti studi che incontravano i criteri di inclusione;

c) 10 studi clinici hanno dimostrato l'efficacia del vaccino vivo attenuato in 9 delle 12 stagioni analizzate, con un’efficacia dell’83% nei bambini dai 6 mesi ai 7 anni;

d) nessuno studio sui vaccini vivi attenuati ha incontrato i criteri di inclusione per i bambini dagli 8 ai 17 anni;

e) per l'efficacia, 6 analisi su 17 in 9 studi hanno mostrato una significativa protezione contro l'influenza medicalmente seguita in ambito ambulatoriale o con ricovero, variante tra 47 e 72%;

f) il vaccino pandemico monovalente H1N1 ha presentato un’efficacia media del 69% in 5 studi osservazionali.

Sembra che i migliori risultati si ottengano con vaccini vivi attenuati nei bambini piccoli, ma il Comitato consultivo dell’FDA ( Advisory Committee on Immunization Practices ) al momento non lo consiglia, cosi come non consiglia i vaccini trivalenti inattivati.

Inoltre l'efficacia del vaccino pandemico non è adeguata per una condizione di pandemia in cui l’appaiamento antigenico sia ideale e il drift antigenico ( deriva antigenica ) non sia avvenuto, come si è verificato con la pandemia del 2009/2010.

La differenza tra un’efficacia del 69% e del 90% ( o superiore ) avrà un effetto importante sulla sanità pubblica in qualsiasi pandemia che causi morbilità grave o un aumento della mortalità. ( Xagena2011 )

Fonte: The Lancet Infectious Diseases, 2011


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