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Vaccinazione antinfluenzale: un po’ di chiarezza


A cura di Carlo Franzini

La formula vaccinale viene decisa dall’OMS sulla base di rilevazioni eseguite annualmente; ha ovviamente un margine di errore, perché si devono prevedere con largo anticipo quelli che saranno i più probabili virus responsabili dell’epidemia influenzale.

Inoltre, questa è una particolarità dei virus, essi possono mutare, rendendo in tal modo poco efficace una precedente vaccinazione.

Da queste considerazioni, risulta evidente che la protezione offerta da un vaccino antinfluenzale non possa essere assoluta.
Si ritiene che la vaccinazione abbia una capacità di prevenire l’influenza del 60-75%.

Per chi è indicata la vaccinazione antinfluenzale ?

La vaccinazione antinfluenzale è consigliata alle persone anziane con malattie cardiache , respiratorie, renali, metaboliche e nei soggetti immunocompromessi.
In queste persone infatti l’influenza potrebbe provocare gravi complicanze ( soprattutto polmoniti ), ed in taluni pazienti causare anche la morte.

Alcuni soggetti, nonostante la vaccinazione, possono ugualmente venire infettati dal virus influenzale, ma in questi casi la malattia si manifesta in forma più blanda, con una ridotta incidenza di complicanze.

Una sindrome simil-influenzale può essere provocata da virus parainfluenzali. Questi virus appartengono ad una famiglia diversa dai virus influenzali.
La sindrome parainfluenzale colpisce l’apparato respiratorio.
Negli adulti la sindrome interessa il tratto respiratorio superiore ed ha generalmente un andamento blando ( raffreddore , laringotracheobronchiti ). Nei bambini invece ci può essere coinvolgimento polmonare, anche con gravi conseguenze.

I vaccini antinfluenzali non provocano immunizzazione contro i virus parainfluenzali. ( Xagena 2003 )


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